LIBERO di Vittorio Feltri - 11 Febbraio 2007
ROMA
Alessandro Dell'Orto
Gigi Sabani e mille voci, mille smorfie, mille personaggi. E' stato il più grande imitatore degli Anni Ottanta (Celentano, Baudo, Mike Bongiorno, Casella, Vanoni), ma anche intrattenitore e poi presentatore. Pensate ai programmi più importanti (Rai e Mediaset) degli ultimi 25 anni, lui li ha condotti: da Domenica In a Fantastico, da Premiatissima a Ok il prezzo è giusto , e ancora Re per una notte, 7x1, La sai l'ultima, I fatti vostri. La carriera di Gigi Sabani, però e chissà perché, è sempre stata come un elettrocardiogramma: punti altissimi e poi giù, sempre più giù, e poi ancora su, sempre più su. Gigi è stato rianimato già due volte, dopo essere stato dimenticato nel 1988 e dopo essere stato coinvolto in un clamoroso errore giudiziario nel 1996. Sabani, che ora ha 54 anni e da 4 stagioni è risparito, ripuff, nessun lavoro e zero contratti, si racconta con ironia e mille voci, mille smorfie, mille personaggi. Mille imitazioni. Piccolo consiglio ai lettori. Quando vi gustate gli aneddoti su Baudo, Mike, Corrado e gli altri, immaginatevi le loro voci e non quella di Gigi: è così che Sabani ha risposto per tutta l'intervista.
Sabani, chi è il musicista che la intrattiene al tavolo del ristorante?
«Lo vedo sempre qui, in piazza Mazzini. Bravissimo, si chiama Adriano, è greco e raccoglie soldi suonando per strada. Vorrei fare tv solo per portarlo davanti alle telecamere: diventerebbe un personaggio».
Invece...
«In tv non ci vado più nemmeno io...».
E che fa?
«Niente, ma con grande allegria, senza piagnucolare. Altro che Bonolis».
Scusi, che c'entra?
«Ho letto che si lamenta perché non danno risalto al suo programma. Ma prende 35 milioni di euro! E io che dovrei dire?».
Appunto, che dice?
«Se le racconto tutto, smetto di lavorare per sempre o mi assumono domani».
Vale la pena rischiare, no?
«Eheheh. È che ormai nel nostro ambiente non c'è più rispetto. Se uno è in crisi gli altri godono: ai miei tempi invece ci si aiutava. Sa che in Rai c'è gente che mi evita per paura che chieda un lavoro?»
Addirittura?
«Giuro, ma non mi faccia fare nomi».
Troppo comodo. Abbiamo deciso di rischiare: o smette di lavorare per sempre, oppure l'assumono domani...
«Bibi Ballandi. Quando ci incrociamo fa finta di non vedermi, mi spiace molto».
Già, parliamo un po' della Rai.
«Se non stai con Ballandi o Lele Mora sei fuori dal giro. Un tempo era importante il curriculum, ora contano i manager: c'è gente che conduce tutto e toglie spazio».
Ha provato a bussare da qualche parte?
«Ho chiamato Del Noce, direttore di Rai1, per tre volte: non mi ci hanno fatto parlare. Del Noce non mi ha mai voluto, con lui ho sempre avuto grossi problemi pur non avendoci mai litigato: quando ci vediamo sono baci e abbracci. Anzi, solo abbracci perchè i baci sono pericolosi...».
Sabani, guardi là: la vogliono salutare e le chiedono un autografo. La gente la ferma sempre così spesso?
«Un'apoteosi. Chiedono: "Aggigi, ma quando torni?"». E io: «Decideranno gli altri, non dipende da me. La verità è che questo ambiente, se non sei forte, ti porta ad emulare Tenco...».
Lei è forte?
«Ora sì, la vivo bene. Sono nello spettacolo da una vita, so come girano certe cose».
Allora facciamo un salto indietro. Prime imitazioni?
«A 5 anni riproducevo il rumore della circolare rossa, il tram che faceva il giro di Roma: "uuuuuuuuuuu"».
Altre?
«Al Liceo i prof impazzivano perché riproducevo il tic tac dell'orologio».
Primo lavoro vero, la claque.
«Dal '70 al '74: mille lire ad ogni turno di 8 ore. Poi mia sorella, a mia insaputa, mi iscrive alla Corrida radio di Corrado».
E vince.
«Imito Ranieri, Morandi, Reitano e Baglioni: primo posto e 200.000 lire in gettoni d'oro. Corrado si complimenta: "Eh oh, a Sabbà, sei proprio bravoo"».
(Imitazione perfetta, la gente dei tavoli vicini si volta e sorride)
È l'inizio: prime apparizioni tv e serate.
«In un ristorante incontro il mio grande idolo: Celentano. Adriano si avvicina. "Uè, Gigi, ti ho visto e mi imiti bene, sai? Uè, grazie". Resto senza parole, mi esce solo la frase che mi ero preparato da sempre: "Grazie a te di esistere"».
Beh, eccessivo...
«No, per me Celentano è sempre stato un mito. Non fossi stato Sabani, avrei voluto essere lui».
Nel '79 la chiamano a Domenica In.
«Durante una serata incontro Baudo che si presenta: "Soono Pipppoo. Domenica vieni da me, imiti Pappalardo, poi fai Celentano e te ne vaai". Io: "Dove, a Domenica In?". E lui: "Eddove sennò, a casa miaaaa?"».
(La gente degli altri tavoli ora non sa staccare lo sguardo e ride)
Il boom.
«Dopo "Domenica In" mi chiamano per "Fantastico" il cui regista era Trapani - altro grande uomo di spettacolo ucciso dal sistema - e la trasmissione va bene».
Successo con la Rai, Mediaset ci prova.
«Berlusconi mi invita ad Arcore e propone di condurre "Ok il prezzo è giusto", ma rifiuto. Non si dà pace. Mi aspetta di nascosto sotto il residence, per strada, e quando esco mi assale: "Sabani, ci hai ripensato? Ricordati che le imitazioni lasciano il tempo che trovano, la conduzione resta"».
E lei?
«Dico di no, ogni volta che esco spio dalla tendina per controllare che non sia sotto casa. Finché un giorno al bar Laghetto mi sento chiamare da dietro: "Cribbio, Sabani". E io: "orca troia, mi ha beccato...". Alla fine mi convince e inizio a condurre: aveva ragione lui».
Però non snobbiamo le imitazioni. Anzi, parliamone. Lei non si è mai truccato.
«Sono sempre stato un imitatore di rottura, rifiutavo il trucco. Piuttosto accentuavo i difetti e inventavo tormentoni».
Raccontiamone qualcuno e le sue origini. Pippo Baudo e "Questo non lo dovevi fareeeeee".
«Arrivo tardi a una serata, si incazza. "Gigi, non si fa cosìììì, no si faaaa". "Scusa Pippo". "Noooo, questo non lo dovevi fareeee, non lo dovevi fareeee". E mi scatta la scintilla».
Mike e il risucchio.
«Lo vedo a "Fantastico" e noto che mentre parla fa uno strano rumore con la bocca. Da lì mi invento "E allora, eh? Shshshshshs. E vero?"».
(Ristorante in subbuglio, tutti origliano e quasi scappa l'applauso)
Giucas Casella e "Quandolodiròioooo".
«Lui si definiva "il vostro paragnosta" e Ricci mi propone di presentarmi come "paragnosta figlio di paragnosta". Un successo. E nasce il tormentone delle mani attaccate "che si staccheranno soloquandolodiròiooooooo"».
Tortora e "orrroreeeee".
«Non l'ha mai detto, l'ho inventato perchè si addiceva al personaggio pacato».
Il più permaloso?
«Mike una volta mi chiama arrabbiato per una battuta sulla moglie: da quel giorno mi ha tolto il saluto per tre anni! Ramazzotti invece mi ferma per strada da coatto: "Io mica sono come mi fai". Mai più imitato...».
Politici?
«Facevo Andreotti, Craxi e pochi altri. Il politico dà fastidio, fa paura. Se li imiti i dirigenti tv si cagano sotto e si agitano, è micidiale».
Prossimi personaggi?
«Mi piacciono le imitazioni impossibili. Sto preparando D'Alema e la sua camminata incazzata. E Fini, per par condicio».
Sabani, un giochino. Voto e commento ai grandi imitatori. Alighiero Noschese.
«Unico nel suo genere. Voto 8».
Alfredo Papa.
«È morto un anno e mezzo fa e nessuno l'ha ricordato. Era il più bravo di tutti noi e lo dico anche se avevamo un rapporto difficile. Eccezionali le imitazioni di Craxi, Foà e De Filippo. Voce 9, trucco 10».
Franco Rosi.
«Bravissimo a fare Corrado e Franco Franchi. Voto 8».
Max Tortora.
«Mi piace il suo Santoro. Voto 8».
Maurizio Crozza.
«Buono Pavarotti. Voto 6 e mezzo».
Corrado Guzzanti.
«Belli Funari e Venditti. Voto 7».
Fiorello.
«La Russa e Califano bellissimi. Voto 8».
Teo Teocoli.
«Voto 10! Imita personaggi anche semisconosciuti: l'avvocato Prisco non sapevo chi fosse, con lui è diventato famoso».
Nicola Savino.
«Non lo conosco così bene per dargli un voto. Ma è geniale come fa Galeazzi».
La donna più brava?
«Gabriella Germani, la migliore dopo la Goggi: voto 9-».
Sabani, torniamo alla tv. Dopo "Ok il prezzo è giusto" torna in Rai. Nel '88, però, lo stop.
«Inspiegabile, non mi vuole più nessuno. Sto male, mi deprimo, penso sia finito tutto. Dopo due anni, invece, Pingitore mi propone "Stasera mi butto" e facciamo il 35% su Rai 2: oggi per avere uno share così devono sommare tutta la settimana...».
Prima rinascita, ma nel '96...
«Suonano a casa alle 8 di mattina, apro e sono i carabinieri. Arrestato».
Accusa: istigazione alla prostituzione.
«Tredici giorni agli arresti domiciliari. Poi l'assoluzione. Incredibile».
Errore giudiziario, come per Tortora.
«Ai tempi scrissi una lettera a Enzo, anche se tutti me lo sconsigliavano. Mi rispose: "Caro Gigi, sei un uomo tra gli uomini". Durante il mio arresto l'ho capito. E ho avuto paura, temevo di ammalarmi e morire come lui».
Cosa le resta di quell'esperienza?
«Sono più forte, ora mi godo la vita. Ma anche tanta rabbia: ognuno, nel proprio lavoro, se sbaglia paga. I giudici no. Se rinasco faccio il giudice».
Dopo l'assoluzione, il ritorno e altri applausi con "La sai l'ultima". Poi ancora puff, dove è finito Sabani?
«Eccomi qui, sperando che la ruota giri ancora. Il sogno è condurre uno spettacolo tutto mio. Chissà...».
Gigi, ultime domande. 1) Comico preferito?
«Beppe Grillo».
2) Una cazzata che non rifarebbe?
«Nel '91 ho detto no a Berlusconi: mi proponeva un contratto da 10 miliardi di lire, ma avevo promesso alla Rai che sarei rimasto. Berlusconi ci restò male, ma a distanza di anni ci sono rimasto male pure io...».
3) Le piacerebbe andare a cena con...?
«Verdone, per conoscerlo meglio. È quello che si avvicina più a Sordi. Anche se il vero erede di Sordi è un altro».
Chi, scusi?
«Maurizio Costanzo. Non scherzo: è l'unico che quando parla sa far ridere con l'intercalare romanesco. Divertentissimo».
4) Un personaggio sopravvalutato?
«Fiorello. È molto bravo, ma la stampa lo pompa troppo e rischia di bruciarlo».
5) Sottovalutato?
«Gigi Sabani!!!».
Sabani, quando il prossimo lavoro?
«Dopo questa intervista domani, oppure mai più... Ahahahah».
